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ブログ


10月31日

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"Lentamente muore 
chi diventa schiavo dell'abitudine, 
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" 
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle 
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno 
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore 
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza 
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente 
chi distrugge l'amor proprio, 
chi non si lascia aiutare; 
chi passa i giorni a lamentarsi 
della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
  
Lentamente muore 
chi abbandona un progetto 
prima di iniziarlo,
chi non fa domande 
sugli argomenti che non conosce, 
chi non risponde 
quando gli chiedono 
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, 
ricordando sempre che essere vivo 
richiede uno sforzo 
di gran lunga maggiore 
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà 
al raggiungimento 
di una splendida felicita'."
10月29日

Halloween

Visto che fra pochi giorni è Halloween,pubblico un intervento che ho trovato su un forum (http://lnx.ilcancello.com) riguardo le origini di questa festa.
 
La celebrazione di Halloween non è una ritualità americana bensì europea! In effetti, più di 2500 anni fa, l’anno dei celti terminava alla fine dell’estate, precisamente il 31 ottobre del nostro calendario odierno. Nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre aveva inizio la festa di SAHMAIN, che non si sa se indicasse un periodo dell’anno celtico o una divinità, anche perché questa festa rappresentava la fine della stagione calda e l’inizio della stagione fredda e delle tenebre.
Rappresentava precisamente un cambiamento radicale della vita rispetto alle due stagioni: i greggi venivano riportati giù dai verdi pascoli estivi e le persone si chiudevano nelle case per passare al caldo le lunghe notti invernali.

Nel 1897 a Coligny (in Francia) furono rinvenuti i frammenti di una tavola di bronzo di circa 150 cm per 90. Nella tavola, nota da allora come il Calendario di Coligny, sono elencati 62 mesi di un calendario celtico che si completa nell’ambito del ciclo di 5 anni, i mesi sono di 29 e 30 giorni.

Le incisioni sono a caratteri latini, i nomi dei dodici mesi, secondo le ricostruzioni degli archeologi, sono: Samon(ios), Dumann(osios), Riuros, Anagantios, Ogronios, Cultios, Giamonios, Simivisonna(cos), Equos, Elebiv(ios), Edrinios, Cantlos, Samonios, primo mese dell’anno celtico, si celebra con Samhain, questo e anche l’inizio del semestre invernale.

Sul calendario di Coligny il sistema di calcolo è lunosolare e il calendario si suddivide in due semestri: uno “invernale” e l’altro “estivo”.

Samhain rappresenta l’inizio della parte oscura dell’anno e segna il Capodanno celtico, Beltane (nel folclore collegato al 1° maggio) segna l’inizio della parte luminosa dell’anno (altre festività importanti erano Imbolc, intorno al 1° febbraio, e Lughnasadh, intorno al 1° agosto). Ogni festa in realtà era l’emblema di una stagione e ne rappresentava le energie che si esprimevano attraverso la natura.

In quest’ultimo giorno dell’anno i Celti pensavano che gli spiriti andassero a trovare i loro parenti e che il Dio dei morti tentasse di raggruppare le anime di chi era deceduto durante l’anno per rivelare loro le sorti che le attendevano. Si pensava che in questa notte tutte le leggi spazio temporali venissero annullate permettendo l’unione del mondo degli spiriti (TIRNANOGG) con il nostro.

La festa di Samain era la più importante delle feste celtiche. La sera del 31/10 i Celti spegnevano il fuoco dentro le loro case. Il fuoco veniva spento per evitare che gli spiriti venissero a soggiornarvi. Simbolicamente parlando spegnere il fuoco significava che la metà oscura dell’anno (quindi la morte) stava sopraggiungendo mentre l’atto di riaccenderlo era simbolo di speranza e di ritorno alla vita, dando così a questa vita la rappresentazione ciclica della vita.

Durante la notte,tutto il villaggio si raccoglieva in cerchio e i druidi spegnevano solennemente il fuoco sacro dell’Autel. Quindi prendevano dei rami secchi da una quercia sacra e li strofinavano fino a far scaturire un nuovo fuoco, sacrificando anche animali e sementi, onorando così lo spirito del Sole e scacciare gli spiriti maligni. Alcune leggende narrano di come i Celti bruciassero coloro che ritenessero “posseduti” come avvertimento per gli spiriti. Questi infatti potevano prendere forme differenti, anche quelle animali, tra le quali la più malvagia era il gatto.

Dopo questo cerimoniale i druidi offrivano la brace incandescente di questo nuovo fuoco a ogni capofamiglia perché ne accendesse a sua volta uno nel proprio camino, che doveva durare fino all’autunno successivo. La funzione del fuoco sacro era quella di proteggere la casa dai pericoli e di mettere in fuga gli spiriti maligni (oltre naturalmente a rendere fertile la terra e a superare la stagione delle tenebre). Veniva poi servito un banchetto. Il cibo offerto in questa giornata di rinascita, carne di porco, vino, birra, sidro (bevanda degli Dei) doveva assicurare l’immortalità.

Addirittura, in Irlanda al tempo di San Patrizio in un luogo denominato MAG SLETH ogni primogenito fosse sacrificato nella notte di Samain in onore di CROMM CRUAC che era una divinità maligna. Un tema ricorrente di questa festa è quello del rispetto e dell’ospitalità per i defunti, quindi per gli antenati che ritornano, grazie alla facilità con cui, proprio in quell’occasione, si riesce a passare il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti. In molte usanze del folclore europeo, durante la festa porte e finestre vengono lasciate aperte perché i cari defunti possano entrare, e candele accese alle finestre rendono più agevole il loro cammino verso casa. La mensa viene lasciata apparecchiata, spesso si lasciano i cibi che i defunti preferivano e che i vivi non possono toccare per tutta l durata della festa.

Secondo la tradizione irlandese il personaggio di Jack O’Lantern è all’origine della zucca illuminata da una candela, ma anche il folclore italiano è ricchissimo di riti tradizionali dedicati ai defunti, un patrimonio di memorie che agli antichi Celti è giunto fino a noi.

In Scozia le persone oltre al rito seppellivano pietre nella cenere, al mattino successivo se una pietra era mossa significava che la persona che l’aveva seppellita sarebbe morta entro l’anno. In più per ingraziarsi le entità sopranaturali i Celti usavano lasciare cibo e doni sui gradini delle case.

Questa celebrazione arrivava a durare anche dieci giorni, e per essere sicuri di spaventare gli spiriti, i Celti si mascheravano e si mettevano costumi spaventosi fatti con pelli di animali uccisi in sacrificio; così mascherati rientravano nel villaggio facendosi luce con una cipolla intagliata.

Attraverso la festa di Halloween oggi sopravvive la parte più oscura dell’antica festa di Samhain, anche se la forma più divertente e ludica attuale mette in evidenza il desiderio di esorcizzare la morte e i mondi ultraterreni senza, in realtà, volerli conoscere e affrontare veramente.

Ancora oggi si celebra Samain (e altre festività del calendario celtico) rievocando i rituali degli antichi druidi, derivanti da tradizioni pagane e scismatiche di origine indoeuropea. Le celebrazioni sacre avvenivano nelle foreste, presso fonti e sorgenti e nei siti megalitici.

Come si è detto Samhain è l’inizio di un nuovo ciclo, è una festa di rinnovamento e di ringraziamento. Se non si ha la possibilità di accendere un falò all’aperto si possono utilizzare delle candele. L’accensione del fuoco dovrebbe essere effettuata da una donna, che rappresenta la Dea, poi a turno si accenderanno le altre candele che simboleggiano i focolari domestici. Bisognerebbe gettare qualcosa di vecchio, che rappresenti ciò ce vogliamo cambiare, bruciando, ad esempio, un pezzo di carta su cui siano scritti i propri intenti. Per onorare gli antenati si prepara un banchetto a base di zucca, castagne, noci, pane, latte, burro … Infine ad alta voce salutate i vostri cari defunti e ringraziare le divinità.

Nel mondo celtico è simbolo di conoscenza ed è legato all’elemento femminile e alle Sidhe. Questa notte e detta anche la notte delle mele. Nel Galles le ragazze si mettevano davanti a uno specchio e tagliavano una mela a metà, e nello specchio si rifletteva l’immagine del futuro marito. Mele tagliate in orizzontale aiutano invece a fare previsioni sull’anno a venire: se il cuore del frutto indica un pentacolo, l’anno sarà fortunato, mentre se si forma una croce sarà infelice. Tagliare fette di mele in orizzontale e lasciarle galleggiare in uno specchio d’acqua con una candela vicino è un metodo certo per incontrare quella notte, in sogno, i propri defunti. Le mele l’ultimo frutto ad essere raccolto prima della stagione luminosa, e sembrano agire nel profondo in quattro i frutti esibiscono tre colori principali (rosso nella buccia, bianco della polpa e il nero dei semi) che nel mondo celtico fanno sì che tutti i fenomeni naturali con queste qualità vengano considerati una manifestazione del potere dell’aldilà. Nella tradizione irlandese le anime raggiungono Emhain macha, la terra dei meli, dove il dio MANNAN MAC LIR ha preparato il festino sacro per il loro eterno godimento.

Far accettare il Samain ai cattolici ha preso vari secoli! Visto che la Chiesa cattolica non riusciva a sradicare questi antichi culti pagani, escogitò un tentativo per far perdere il profondo significato di questi riti. E’ nel VIII secolo (835 d.C.) che il Papa Gregorio III sposta la festa dei Santi in Novembre (prima era il 13 maggio), pensando così di dare un nuovo significato ai culti pagani. Tuttavia l’influenza nefasta del culto di Samhain non fu sradicata e per questo motivo la Chiesa aggiunse, grazie all’Abate Odilon di Cluny, nel X° secolo (1048 d.C.), una nuova festa: il 2 Novembre il Giorno dei Morti in memoria delle anime degli scomparsi che venivano festeggiati dai loro cari, che mascherandosi sa santi, angeli e diavoli accendevano dei falò. L’antico rito celtico del Fuoco Sacro sopravvive ancora in Inghilterra, ove il 5 Novembre si festeggia il Guy Fawkes Day.

Sembra che risalga a questo periodo la parola inglese: All Hallows’ Day per ognissanti, All Hallows’Even ( o Hallow’e’en) per la vigilia di ognissanti. Ed è da più tardi che diventerà HALLOWEEN.

La cultura dei Celti tendeva a scomparire in Francia, ma rimanevano saldi in IRLANDA, SCOZIA, GALLES e in alcuni regioni dell’INGHILTERRA. Fu con le immigrazioni, dovute alle carestie del 1846/1848, verso il nuovo continente che gli americani adottarono questa festa, aggiungendovi un loro personaggio: Jack O’Lantern.

Chi è questo famoso Jack O’Lantern? A dirla tutta Jack era un ubriacone patentato e avaro. Una sera il Diavolo apparve al suo fianco per chiedergli l’anima. Ma Jack era astuto, e gli tese dei bei tranelli. Ad esempio una sera lo convinse a bere un bicchiere con lui prima di andarsene insieme. Per pagare il suo bicchiere il Diavolo dovette trasformarsi in una moneta che Jack afferrò immediatamente e mise nel suo portamonete chiuso con una croce. E per finire, liberò il Diavolo solo con la promessa di essere lasciato tranquillo per un anno ancora. L’anno dopo Jack gli fece un altro scherzetto, scommettendo con il Diavolo che questi non sarebbe stato capace di salire su un albero in un solo balzo. Il Diavolo saltò, si ritrovò sull’albero … e Jack tracciò una croce sul tronco dell’albero, lasciando lì il Diavolo che a quel punto non poteva più muoversi. Che burlone questo Jack! Quando arrivò la sua ora, Jack non poté andare in Paradiso, e ovviamente il Diavolo non ce lo voleva proprio … venne cacciato anche dall’Inferno per via dei suoi scherzi e, disperato, negoziò con il Diavolo per avere un po’ di carbone acceso per rischiarare il suo cammino nell’oscurità. Jack mise il carbone in una rapa scavata (non c’erano zucche in Irlanda) e venne condannato a camminare con la sua lanterna per l’eternità. Ecco perché è stato soprannominato Jack O’Lantern.

Il simbolismo comune di Halloween, “Jack O’Lantern”, è una zucca svuotata e tagliata come una faccia malvagia con una candela al suo interno. Bisogna ricordare che i Celti erano cacciatori di teste? Tagliavano la testa ai loro nemici, la conservavano in seguito in modi diversi. Alle teste dei morti, si sarebbero sostituite delle rape svuotate, simbolo del mondo sotterraneo riunito per l’occasione al mondo dei vivi. Gli irlandesi americani hanno poco a poco sostituito la rapa con la zucca più facilmente intagliabile.

Nel Nord dell’Inghilterra, il 31 ottobre è osservato come la “notte della Malvagità” è contrassegnato da scherzi agghiaccianti. Gli emigrati negli Stati Uniti, in particolare gli irlandesi, hanno introdotto i costumi profani che sono divenuti popolari verso la fine del XIX secolo.

Delle mosse maligne in queste occasioni erano fatte da bambini e da giovani. Questi intrighi hanno avuto una tale diffusione e con tale cattiveria che si arrivava fino ad abbattere i fienili e le rimesse, rompere finestre e danneggiare severamente le proprietà. Qualche anno dopo, furono proprio i bambini ad osservare maggiormente la festa, mascherati per non essere riconosciuti. Andavano di casa in casa dicendo”trick or treat”, cioè “ti faccio un maleficio, ti faccio un sortilegio, o mi dai qualcosa”.

Un’altra origine di questo detto si fa risalire a quando i primi cristiani, in cammino da un villaggio all’altro, elemosinavano per un pezzo di “dolce dell’anima”, che altro non era se non un pezzo di pane. Più “dolci dell’anima” una persona riceveva, più preghiere questa prometteva di recitare per i defunti della famiglia che aveva a lui donato il pane. Infatti a quei tempi si credeva che i defunti potessero giungere al Paradiso non solo attraverso la preghiera dei propri cari, ma anche degli sconosciuti.

Quando durante il primo secolo i Romani invasero la Bretagna vennero a contatto con queste celebrazioni. Anch’essi intorno al primo novembre onoravano Pomona, la dea dei frutti e dei giardini. Durante questa festività venivano offerti frutti (soprattutto mele) alla divinità per propiziare la fertilità futura. Con il passare dei secoli il culto di Samhain e di Pomona si unificarono, e l’usanza dei sacrifici fu abbandonata, lasciando al suo posto l’offerta di effigi da bruciare e l’usanza di mascherarsi da fantasmi e da streghe, divenne parte del cerimoniale.

Malgrado l’avvento del Cristianesimo queste tradizioni erano molto radicate nella popolazione e pu essendovi molte persone convertite alla Chiesa Cattolica, l’antico rito celtico-romano rimase.

Nelle altre aree d’Europa in cui la popolazione era prevalentemente pagana si credeva all’esistenza delle streghe e della stregoneria. Uno degli aspetti più importanti della stregoneria era la celebrazione del SABBATH DELLE STREGHE. I Sabbath più importanti erano due il 30 aprile e il 31 ottobre. Il primo era celebrato nell’area dell’attuale Germania (in particolare sulle montagne Harz) e prendeva il nome di Walpurgisnacht (la notte di Valpurga).

In quel giorno si riteneva che le streghe si radunassero sulla cima delle montagne per adempiere alle loro stregonerie ed evocare diavoli e demoni. Il Sabbath celebrato il 31 ottobre veniva invece chiamato Black Sabbath.

Le zucche intagliate e tutta la ritualità legata ai morti sembra che non siano una tradizione importata di recente in Italia. Una pratica di intagliare zucche a forma di teschio per poi riempirle con candele e metterle a guardia delle finestre, tra il 31 ottobre e il primo novembre, era diffusa in tutto il nord e parte del centro della penisola. In Lombardia questi teschi venivano chiamati “lumere”. Nelle case di tutto l’arco alpino, fino agli anni cinquanta, si attendeva, in quella magica notte, aspettare i defunti intorno ad un meraviglioso banchetto.

Curioso come questo identico rituale in Emilia Romagna e altre zone sia “traslocato” nel giorno di Natale oppure al Carnevale dove insieme alla questua per il dono, la maschera torna ad acquisire primaria importanza sciamanica. Oppure ancora in Toscana che la zucca intagliata viene fatta sfilare nella sera sere dell’otto dicembre con il nome di “Rifricolona”.

Sembrerebbe che nella città di Sicione si adorasse una Dea delle zucche chiamata Kolokasia Athenai. Siccome Atena è un altro nome della Luna, è chiaro che la zucca sia consacrata alla Grande madre e simboleggi abbondanza e buona salute.

In questo periodo dell’anno, nell’antica Roma si seminavano i Gigli. Questo fiore ha un doppio significato, da un lato è simbolo di purezza, dall’altro, invece, per i romani, era il fiore dedicato a Venere, dea dell’amore, e ai satiri, che inducevano in tentazone.

Il castello di Blondy, in Francia, è un antico maniera circondato da colline, vigneti e pianure verdeggianti. La tradizione narra che, da tempi lontani, la notte di Ognissanti sia segnata da apparizioni di spettri vaganti che si fanno vedere in fugaci apparizioni. Questi fantasmi sarebbero le anime di condannati a morte nelle segrete del castello costretti ad estinguersi per fame tra le orribili torture. Il castello è famoso per via di una stampa che riproduce alcuni spettri che volano attorno alle mura.

 

P.S.

Ragà quand'è che si rifà un cocktail party come venerdì??ci siamo divertite troppo..anche se il giorno dopo a picco con latino!puntiamo al 3 giusto??




10月23日

Importante

 vi giro una mail che mi è arrivata... informatevi bene sulla questione, non è un bel segnale di democrazia...


"Proposta già approvata dal Consiglio dei Ministri ma non ancora approvato dal Parlamento:
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell'Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
In questo modo per poter avere uno spazio web si dovrà avere il beneplacito del ROC.
Praticamente solo gli editori potranno avere siti web. Si tratta quindi di un divieto di esprimere le proprie opinioni in rete.
Quindi fine dei blog, fine di myspace, fine dei forum, fine della libertà di pensiero e d'espressione. Fermiamo questa follia anti-democratica, liberticida e incivile ORA!

http://firmiamo.it/salviamointernet"
10月17日

Resident evil

Siiiii finalmente è uscito il 3°episodio di Resident Evil..era ora!!!Già da qsta settimana è nelle sale dei cinema anche qui da noi!
Ecco la trama:
Alice ora si nasconde nel deserto del Nevada, ma il virus assassino è ancora in circolazione. Per eliminare definitivamente questa piaga che minaccia di fare di ogni essere...

... umano un 'non morto' si riunisce con Carlos Oliveira e L.J., ai quali si aggiungono nuovi sopravvissuti: Claire, K-Mart e Betty.
Da quando è stata catturata dalla Umbrella però, Alice possiede dei nuovi poteri, derivanti dalla alterazione genetica subita, con i quali cercherà di restare viva e ottenere giustizia.
Quando il dottor Isaacs viene infettato e, nel tentativo di curarsi, si trasforma in un mutante dai poteri quasi illimitati, Alice è costretta ad affrontarlo.
Per chi volesse leggere il finale http://www.35mm.it/film/scheda.jsp?idFilm=33196
 

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Ciaooo!In arrivo le foto fatte lunedì all'Eurochocolate con Ramo,La Mazzo e Samy...ci siamo divertite eh????Ramò quand'è che vuoi andare alla Torretta?ma da qsto povero ragazzo lo vuoi lasciare stare?ovunque va si ritrova te appresso..porello:D!!Allora qsto sabato stiamo da te?vedremo di non sfasciarti casa!
P.S.
Nei prossimi giorni ho bisogno di qualche tuo consiglio illuminante perchè non so che fare riguardo quella cosa che ti ho spiegato oggi..
Dovrei prendere una decisione concreta anche riguardo il discorso che mi hanno fatto ieri i due allenatori...uffaaa ma che ne so..non posso continuà a fare quello che mi pare?sarebbe una soluzione fantastica..per recuperare un'altleta ci vuole tempo,non lo possono fare dall'oggi al domani!!!!